Oggi l’IA è ampiamente usata in ambito accademico per scrittura assistita, ricerca bibliografica, sintesi, ragionamento su linguaggio naturale e lavoro empirico su basi di dati. La ricerca sociale qualitativa, lavorando quasi esclusivamente con il linguaggio (parole pronunciate, ascoltate, registrate, trascritte, lette) sembra essere perciò il banco di prova ideale per i modelli linguistici. Eppure è proprio in essa che si concentrano le resistenze metodologiche ed epistemologiche più forti. Affrontando la manualistica e ventotto studi pubblicati fra il 2023 e il 2026, questo volume ripercorre i nodi metodologici delle tre tecniche qualitative “classiche” — l’osservazione partecipante, l’intervista discorsiva, l’analisi di documenti — e per ciascuna chiede in quali fasi, a quali condizioni e con quali rischi l’intelligenza artificiale possa essere legittimamente impiegata, e che cosa invece non le si possa delegare. Dove si ferma la macchina? E che cosa rimane oggi al ricercatore?
Claudio Tagliapietra è professore associato di teologia fondamentale alla Pontificia Università della Santa Croce, dove è anche vicedirettore del centro di ricerca DISF (Documentazione Interdisciplinare Scienza e Fede). Le sue ricerche si collocano all’incrocio fra teologia e scienze sociali, in particolare su temi di sociologia della religione, teologia pastorale e dimensioni umanistiche della ricerca scientifica.














